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Scopo del programma detox

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06 Marzo 2020
Visite: 3137

Scopo del programma detox600x213.jpg

Detossinazione significa pulizia del sangue e delle cellule. Quindi non bisogna pensare solo ed esclusivamente ad una dieta, ma ad un insieme di accortezze alimentari e programmi specifici che aiutino a smaltire le scorie accumulate dagli eccessi  e a ristabilire le normali condizioni fisiologiche,.
Ciò viene fatto rimuovendo le impurità del sangue nel fegato, l’organo maggiormente coinvolto nello smaltimento degli eccessi accumulati. Il corpo elimina le tossine attraverso reni, intestino, polmoni, linfonodi e pelle, ma, quando questo sistema di smaltimento viene compromesso, le impurità non sono adeguatamente filtrate e ogni cellula del corpo viene influenzata negativamente
Quindi è possibile affermare che un programma detox, che ognuno di noi dovrebbe effettuare ripetutamente nel corso dell’anno, deve avere le seguenti caratteristiche per essere definito tale:

Un programma detox è di fondamentale importanza e ognuno di noi dovrebbe seguirlo con ciclicità a seconda delle esigenze individuali, come toccasana per il proprio benessere corporeo.

“Detox” non vuol dire solo ridurre l’apporto calorico, ma soprattutto alleggerire il carico di tossine, consumando alimenti facilmente digeribili, poveri di grassi e proteine. I principali alleati di un regime detox sono quindi i vegetali, la frutta e gli alimenti integrali (ma anche il pesce per sopperire in parte all’assenza della carne 

I 5 RISULTATI DOPO UN PROGRAMMA DETOX

 1 Diuretico rimuove le tossine idrosolubili extra cellulari

 2 Drenante rimuove le tossine idrosolibili intracellulari

 3 Depurativo rimuove le tossine liposolubili extracellulari

 4 Disintossicante rimuove le tossine liposolubili intracellulari

I risultati di un programma detox sono sorprendenti e ti permettono di toccare con mano alcuni cambiamenti più o meno visibili del tuo corpo.

  1. Per prima cosa non farete più fatica ad alzarvi la mattina perchè riuscirete a riposare bene durante la notte.
  2. Il gonfiore del corpo e sul viso (come le occhiaie) sparirà e si tradurrà in un ridotto volume corporeo ed accumulo adiposo.
  3. Vi sentirete più attivi e le vostre performance sportive saranno migliori, perchè ci sarà un maggior apporto di energia sana(senza bisogno di stimolanti come ad esempio il caffè).
  4. Avrete una migliore digestione con una diminuzione del mangiare compulsivo.
  5. Diminuiranno emicranie e dolori muscolari e vi sentirete più attenti e concentrati.
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06 Marzo 2020
Visite: 2972

Dopo aver appreso grazie al mineralogramma la propria tipologia metabolica,e conoscendo il proprio gruppo sanguigno,questo ci permetterà di personalizzare suggerimenti nutrizionali e di rispettare alcune caratteristiche dell”emogruppo di appartenenza.

Unico nel suo genere questo metodo ci permette di rispettare nei consigli nutrizionali,l”individualità biochimica e genetica della persona.

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Vuoi un addome piatto?

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Alimentazione
03 Novembre 2016
Visite: 2974

Molte persone tendono ad accumulare grasso intorno al giro vita,con conseguente gravi rischi per la salute,il grasso addominale rilascia molte sostanze dannose per l'organismo.
 
I grassi secernono sostanze che aumentano i rischi di ictus e attacchi cardiaci ,senza contare obesita ipertensione e diabete.
 
Il grasso addominale è situato vicino al cuore, reni e altri organi importanti per questo e spesso responsabile del loro cattivo funzionamento.
 
Il controllo degli addominali vuol dire controllare il proprio stato di salute non vi pare?.

 
Le persone con un giro vita abbondante sono più a rischio salute, un giro vita per gli uomuni superiore a 102cm  aumenta il rischio significativo d'infarto.
 
Per evitare la crescita di grasso addominale superfluo è importantissimo alimentarsi correttamente e scegliere alimenti idonei.
 
Come detto in precedenza per le prime settimane fatevi seguire da persone esperte che vi mostreranno come eseguire gli esercizi in maniera corretta.Ricapitolando per evitare che cresca il vostro grasso addominale unire dieta,attività aerobica, esercizi (dieta sempre,esercizi e attività aerobica 3 volte alla settimana posson bastare).
 
Il corpo umano é composto da tanti muscoli che lavorano sempre in sinergia tra loro, contraendosi da una parte e rilassandosi da un'altra. Se pieghiamo ad esempio il braccio per flettere il bicipite, ciò é possibile poiché contemporaneamente all'accorciamento del bicipite il muscolo opposto, il tricipite, si allunga. Idem su tutto il corpo. Ora se noi focalizziamo tutti i nostri sforzi ed i nostri allenamenti solo sui retti addominali, otterremo l'azione opposta. Il corpo per bilanciare l'eccessiva contrazione dei retti addominali che rischierebbe di farci camminare curvi, attiva dei meccanismi di decontrazione in modo tale che il busto rimanga dritto. Quindi in un certo senso più sviluppiamo i retti addominali più l'addome sarà sporgente!

Bella fregatura direte voi. Esatto bella fregatura e provocata con le nostre mani.

Qualche decennio fa quando il mondo del fitness non esisteva, nelle poche palestre che c'erano non si diceva "allenare gli addominali" ma si usava una espressione meno tecnica ma molto appropriata: "allenare i muscoli della cintura".

I muscoli della cintura non sono altro che tutti i muscoli che vi avvolgono, appunto come una cintura, da davanti a dietro. Essi comprendono tanto per citare i nomi, i retti addominali, gli obliqui, il traverso, i lombari.

Se alleniamo insieme tutti questi muscoli otterremo finalmente un addome piatto.
 
Lasciate perdere le decine di crunches, crunches inversi, crunches con la gamba accavallata, crunches alla palla svizzera, sollevamenti delle gambe. Questi esercizi lavorano sempre e solo i retti addominali, dovete fare altri esercizi, l'allenamento dovrà essere vario e comprendere un esercizio per ognuno dei muscoli della cintura.

Retti addominali/Obliqui: eseguite i sit ups con torsione con le gambe piegate. Non appena inizia la salita del busto, tramite le braccia che saranno poste dietro la testa, incominciate a ruotare il busto per arrivare a toccare alternativamente con un gomito in mezzo alle gambe. Eseguite due serie da 20 ripetizioni ognuna. Quando sarete in grado di eseguirne un numero maggiore tenete dietro la nuca un disco da 2 kg o più.

Obliqui: eseguite i side bend o flessioni laterali con manubrio. In piedi impugnate un manubrio e flettete il busto dallo stesso lato del manubrio senza piegarvi né dietro ne avanti. Curate la respirazione: inspirate quando vi abbassate ed espirate con forza quando salite. Durante la salita se l'espirazione é fatta correttamente avvertirete distintamente contrarsi e appiattirsi la parete addominale. Il peso del manubrio dovrà consentirvi di eseguire 15 ripetizioni. Non appena riuscite a superarle passate ad un manubrio di peso maggiore.

Traverso: questo muscolo largo e piatto contiene tutti gli organi interni. Rinforzarlo non solo conferisce piattezza all'addome ma migliora la digestione e le funzioni intestinali nonché l'attività cardiaca.

Dopo aver saputo della sua importanza, lo volete forse tralasciare?

Allenatelo con il vacuum, un esercizio derivato dallo yoga. In piedi o seduti espirate completamente l'aria dai polmoni poi, a bocca chiusa mimate una profonda inspirazione. Avvertirete un effetto di sotto vuoto (vacum vuol dire appunto sotto vuoto) che vi farà rientrare l'addome all'altezza dello stomaco e la gola all'altezza della fossetta del giugulo. Tenete questa posizione 5 secondi, inspirate profondamente a bocca aperta e ripetete la procedura per dieci volte. Con la pratica arrivate a tenere lo stato di sottovuoto fino a dieci secondi.

Lombari: sollevamenti del busto o iperestensioni da eseguire all'apposita panca. Anche qui come nei side bend durante la risalita espirate con forza e avvertirete l'appiattimento dell'addome. Quando sarete in grado di compiere agevolmente venti ripetizioni, abbracciate al petto un disco da 2 kg o più.
 
 
 

Sit ups con torsione alternata                        -2 x 20
 

Side bend con manubrio                               - 2 x 15
 

Vacuum                                                          - 10 volte
 

Iperestensioni                                                 - 2 x 20
 

In tutto sono quattro esercizi che non vi prenderanno più tempo dei soliti crunches nelle varie versioni, ma vi renderanno i muscoli della cintura forti e compatti e potrete finalmente dire: Marsupio? No grazie!

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Strategia alimentare nell'atleta

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Alimentazione
04 Novembre 2016
Visite: 3058

 

Ogni sportivo ha una strategia alimentare che abbina alla pratica del suo sport preferito. Sinteticamente si possono definire le seguenti strategie:

1. Nessuna strategia
2. Fare molto sport e mangiare ciò che si vuole
3. Fare molto sport e mangiare sano
4. Mangiare in base a un fabbisogno calorico che mantenga il proprio peso a un valore desiderato
5. Mangiare tarando la propria alimentazione a seconda dei consumi

Non avere strategie significa sostanzialmente non occuparsi del profilo alimentare della propria vita; diversa è la seconda posizione che invece giustifica un esagerato amore per il cibo con la propria attività sportiva. Nella strategia 3 l'eccessivo amore per il cibo è motivato non solo dal fare sport, ma anche dal scegliere cibi sani. La posizione 4 è tipica della stragrande maggioranza degli sportivi che curano la loro alimentazione e hanno una coscienza alimentare.
L'ultima strategia (dei consumi) è invece quella più fine ed esatta:

il fabbisogno calorico giornaliero diventa funzione di quanto si spende.

Senza diventare maniaci dei conti, ciò vuol dire che nei giorni da sedentari si mangia di meno, nei giorni da sportivi di più. Vuole anche dire che, se nel week-end si pensa di alimentarsi con un maggior numero di calorie, si è soliti piazzare allenamenti o gare lunghe per "smaltire".
Nella tabella che segue diamo gli scostamenti medi in chilogrammi rispetto a un teorico peso forma validi per un soggetto di 70 kg che pratichi attività sportiva a varie intensità. Il primo numero di riferisce a un soggetto di 20 anni, mentre il secondo a un soggetto di 45 anni.
 

 
Strategia    Intensità bassa    Intensità media    Intensità alta
1 Libera    0-20    0-15    0-10
2 Sport + Abbuffata    ott-25    mag-20    0-15
3 Sport + Buona tavola    mag-20    mag-15    05-ott
4 Calorie controllate    0-6    0-4    0-1
5 Consumi    0-0    0-0    0-0

Alcuni commenti:

1) La strategia dell'abbuffata è sicuramente peggiore di quella libera di chi non si preoccupa della propria alimentazione. Dai dati che ho esaminato, fare sport per abbuffarsi porta a un maggior sovrappeso perché il soggetto che sceglie questa strategia ha mediamente un pessimo rapporto con il cibo (il cibo è visto come gratificazione irrinunciabile della vita) che si scatena avendo un alibi. Chi usa la strategia libera spesso ha "un appetito normale".

2) Si noti come un giovane di 20 anni che fa un po' di sport praticamente non ha mai problemi di peso. Questa è una delle ragioni del sovrappeso in età adulta: il soggetto mantiene le stesse abitudini alimentari.

3) Si noti come chi si limita a mangiare genuino (strategia 3) non risolve granché nei riguardi del sovrappeso.

4) La cosa più interessante è il raffronto fra la strategia 4 e la 5. Se ho un fabbisogno di 14.000 kcal alla settimana, c'è una grossa differenza se seguo i consumi o se mi limito a far tornare i conti a fine settimana (del tipo: domenica abbuffata e lunedì insalata). Infatti se mangio in base ai miei consumi, il corpo funziona al meglio e non ci sono strani effetti come l'effetto letargo. Se invece riceve troppe calorie il giorno che è a riposo oppure poche calorie quando deve lavorare molto, attua delle strategie di difesa (per esempio diminuisce il metabolismo basale quando non ha calorie sufficienti) che alla fine portano sempre ad accumulare più grasso a parità di calorie consumate. Il fenomeno è tanto più evidente quanto più bassa è l'intensità della pratica sportiva.

L'effetto yo-yo è lo spauracchio di chi decide di perdere peso:

riacquistare peso in poco tempo, dopo averlo faticosamente perso.

È anche uno degli alibi migliori utilizzati da chi è contrario alle diete perché sarebbe la dimostrazione che le diete fanno male.
Nella popolazione è molto comune, tanto che si pensa possa riguardare l'85% di chi si mette a dieta; il dato è desunto dal fatto che solo una percentuale sicuramente inferiore al 15% di chi prova a sconfiggere il sovrappeso ci riesce e dal fatto che almeno il 90% di chi si mette a dieta ottiene "qualche" risultato.

Le cause sbagliate.

Una visione molto buonista dell'effetto yo-yo si basa su alcune ricerche (fra cui quella di D. Rosenbaum della Columbia University) che hanno studiato i sistemi con cui il corpo cercherebbe di ripristinare il vecchio peso. Se è vero che questi sistemi esistono, è pur vero che sono temporanei, nel senso che agiscono in base al peso degli ultimi mesi: una volta superato il disagio metabolico da dimagrimento, il corpo si abitua al nuovo peso da magri e con gli stessi sistemi si oppone al nuovo ingrassamento.
In altri termini, si tratterebbe di resistere per qualche mese e l'effetto yo-yo non compare. Del resto vale la solita tragica considerazione: nei campi di concentramento nazisti, nessuno di coloro che era paurosamente dimagrito era poi ingrassato per il semplice fatto che continuava la restrizione calorica.

Un test psicologico.

Per capire come la teoria dell'High People sia vincente, si può studiare l'effetto yo-yo grazie all'integrazione fra psicologia e alimentazione. Infatti può essere preso come esempio di forza di volontà anevrotica. Invito a leggere con attenzione la pagina dedicata a questa caratteristica.

La scelta sbagliata.

Molte persone decidono di mettersi a dieta per sconfiggere il sovrappeso confidando nella loro forza di volontà: "stavolta ce la faccio", "devo dimagrire per la salute", "devo dimagrire per apparire più bella/o", "devo dimagrire per fare meglio sport" ecc. Sembrerebbero posizioni sensate, ma non lo sono perché sono nevrotiche, dominate da una motivazione, asservite a essa. Proviamo a riflettere: se il soggetto fosse sicuro di non aver problemi di salute, di essere comunque giudicato attraente, di essere comunque competitivo nel suo sport (il sumo!), ecco che verrebbe meno la motivazione e con essa la scelta di seguire un modello alimentare salutista. Del resto, la famigerata prova costume spiega benissimo questo meccanismo e l'effetto yo-yo che ne consegue.

Ecco pertanto che avere una forte motivazione supportata da una grande forza di volontà serve solo temporaneamente: il peso del soggetto segue i cali di motivazione; non a caso molti soggetti smettono di pensare al loro sovrappeso non appena hanno trovato l'anima gemella che li "accetta così come sono" (così evita pure lei di mettersi a dieta!). Quando la motivazione è altissima, il comportamento del soggetto è addirittura ortoressico, quando cala, ci si lascia andare, "tanto poi si recupera" (notate l'analogia con il fumatore, in genere dotato di buona forza di volontà, che è convinto di "poter smettere quando vuole"). Così a un invito a cena si rifiutano scortesemente la metà delle portate perché "si è a dieta", si fanno sforzi terribili a base di verdure e beveroni, si pubblica in Internet o sul Corriere il proprio peso, calato ai livelli voluti ecc.
Ovvio che tali comportamenti non possono durare; appena la motivazione cala e si passa davanti a una pasticceria, zac, scatta il pensiero yo-yo: "ormai sono in peso, posso permettermi dieci chili di pasticcini". E si ripiomba nel baratro.

La scelta giusta.

È quella di sviluppare la propria volontà anevrotica, di rendere massimo l'autocontrollo della propria psiche. I segnali che arrivano dal mio corpo (stimolo della fame) passano attraverso il mio autocontrollo che ne riduce l'ampiezza in modo da gestirli senza fatica; gestirli senza fatica significa decidere se, come e quanto mangiare in base non agli stimoli, ma a considerazioni puramente mentali. Così posso amare il cibo e godermi un'ottima e abbondante cena, come posso praticamente digiunare per una giornata magari perché oberato di lavoro o intento in un'attività più gratificante che non il cibo.
Ci sono persone che svengono dalla fame, altre che, pur avendo un invito a cena, mezz'ora prima non riescono a resistere al fascino di un dolcetto ecc. Sono tutti esempi di carente forza di volontà anevrotica. E sono i maggiori aspiranti all'effetto yo-yo.

Lo scopo principale dell'allenamento, dal punto di vista medico, non è il raggiungimento di una data prestazione, ma realizzare il processo di adattamento che permette al fisico di sostenere i carichi di lavoro senza incorrere in traumi e infortuni. Si può dire che

lo scopo dell'allenamento è realizzare l'adattamento del corpo umano al gesto atletico.

Questo processo è possibile perché il corpo umano è in grado di reagire agli stimoli esterni e automodificarsi in modo da produrre una reazione più appropriata. Ciò lo differenzia da un sistema meccanico (un motore), che invece non è in grado di adattarsi, ovvero di modificarsi. Però il corpo umano limita le sue capacità di adattamento reagendo solo a particolari stimoli, non a tutti. Essi sono in grado di sollecitare i meccanismi biologici che permetto al corpo di adattarsi. Tali meccanismi sono innescati in base ad alcuni principi basilari:

    il sovraccarico,
    la progressione,
    la specificità,
    gli effetti incrociati e inversi,
    l'interferenza e
    il riposo.

Vediamoli in dettaglio.

Principio di sovraccarico.

Se una parte del corpo umano viene sollecitata in maniera maggiore rispetto alla normale attività, si realizza il sovraccarico: per esempio, correndo, la frequenza cardiaca si alza rispetto a quella a riposo. Le alterazioni indotte dal sovraccarico permettono di allenare il corpo, migliorando l'adattamento. Si è anche visto che per poter avere effetti allenanti, il sovraccarico non deve scendere al di sotto di una certa soglia.

Per esempio, se un sollevatore di pesi solleva in allenamento solo carichi di poco superiori a quelli che riesce a sollevare normalmente, il suo grado di allenamento (ovvero l'efficacia dell'adattamento) sarà quasi nulla. Il livello inferiore al di sotto del quale il sovraccarico non può scendere si dice livello di fitness. In termini più generali, chi sta sotto al livello di sovraccarico sta facendo low training.

Principio della progressione.

Questo principio è diretta conseguenza del precedente: una volta che il corpo si è adattato al nuovo carico, occorre aumentare lo sforzo effettuato, aumentando durata, intensità o frequenza di allenamento. Si deve quindi attuare una progressione, possibilmente in modo graduale per dare il tempo e l'opportunità al corpo di adattarsi al nuovo sovraccarico. La progressione dipende anche dal livello di partenza dello stato fisico dell'atleta, ovvero dal suo livello di fitness. Si è inoltre osservato che gli effetti del sovraccarico, ovvero l'adattamento del corpo, si attuano nei periodi di recupero tra una seduta di allenamento e la successiva.

Addirittura i processi di adattamento sono bloccati se i periodi di recupero sono troppo brevi. Facendo seguire a una fase di sovraccarico una di recupero e una diminuzione del sovraccarico si realizza un ciclo di allenamento ottimale che evita infortuni e permette al corpo di mettere in pratica i meccanismi dell'adattamento.

La specificità.

Una cosa che deve esser chiara nell'allenamento è lo scopo che si vuole raggiungere. Discipline diverse impiegano distretti muscolari diversi, e solo quelli coinvolti saranno oggetto del sovraccarico. Nell'ambito della stessa disciplina, per esempio la corsa, si possono osservare effetti di specificità: la capacità aerobica coinvolge solo i muscoli interessati, mentre l'attività anaerobica ha maggior effetto sul muscolo cardiaco e sui parametri del sangue. La corsa di resistenza, pur introducendo un guadagno generale a livello cardiovascolare, ha cioè sempre un effetto confinato ai muscoli coinvolti. Un allenamento anaerobico per la corsa ha effetto minimo sul nuoto e viceversa. La specificità è anche evidente negli esercizi di ginnastica: una serie di contrazioni muscolari isotoniche permettono di guadagnare forza solo per il valore di angolazione dell'articolazione interessata dall'esercizio.

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Abitudini alimentari raccomandate

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Alimentazione
03 Novembre 2016
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01. Elimina il sale

aggiunto e sostituiscilo con erbe varie. Il sale inquina l’organismo e, oltre a determinare un aumento dei liquidi extracellulari, produce un aumento di acqua all’interno delle arterie, rallentando il flusso sanguigno e favorendo l’accumulo di cellule di grasso all’interno dei tessuti, prima di tutto quelli addominali.
 
02. Bevi molti liquidi (in particolare l’acqua oligominerale), utili per drenare l’organismo e di conseguenza per favorire la diuresi.
 
03. Se soffri di colite, il gonfiore di pancia può anche dipendere dall’aria. In questo caso, attenzione a frutta e verdura: non devono mai mancare dalla tavola, ma vanno scelte con cura fra quelle con pochi filamenti, e preferibilmente passate.
 

04. Al mattino non dimenticare lo yogurt,  i fermenti lattici aiutano a mantenere sano l' intestino, cassaforte delle nostre difese immunitarie.
 
05. Per sostituire il grasso con i muscoli non farti mancare i cibi ricchi di aminoacidi ramificati (presenti in proteine e grassi di origine animale), soprattutto l’arginina, che stimolando l’ormone della crescita e il testosterone aiuta il tono muscolare. Ma in modiche quantità, per non appesantire.
 
06. Aumenta un pò le proteine per stimolare il metabolismo, ma sempre in un quadro di equilibrio (1,2-1,5 g di proteine per chilo di peso ideale contro 0,8-1 g del fabbisogno usuale), e privilegiando quelle più leggere: pesce, carni bianche, bianco dell’uovo (che non contiene grassi saturi).
 
07. Controlla il peso tutti i giorni (se ingrassi e facile che finisca di nuovo tutto sul girovita), e conta i buchi della cintura per evitare che la pancia vada di nuovo su.
 
08. Abbonda con le vitamine, in particolare la C (rinforza il sistema immunitario) e la E (azione antietà).
 
09. Non dimenticare mai l'olio extravergine d’oliva, che mantiene elastica la pelle e nutre le cellule senza appesantire il sistema cardiovascolare.
 
10. Mangiate la frutta come rompifame,lontano dai pasti principali, ricordatevi che la frutta contiene zuccheri,quindi non esagerare. Scegliete un tipo di frutta per volta senza associarla,es oggi mele domani pere dopodomani banana e cosi via.....
 
11. Cercati di evitare i superalcolici,contengono alcool dannoso per il fegato, senza contare che sono una vera e propria bomba calorica. Non abusate neanche col vino,contiene sostanze che ci aiutano come i polifenoli antocianine,ecc ecc ma anche solfiti non graditi molto dal nostro fegato. cercate quello senza solfiti nei negozi specializzati o scegliete vini biologici.
 
12. Evitate pietanze troppo elaborate e intingoli di difficile digestione, ricordate che noi siamo quello che mangiamo,cucinate al vapore, o al forno, evitate il microonde prediligete una cucina sana con alimenti freschi e sopratutto di stagione.
 
13. Bevete bevande con effetto depurativo come tarassaco, cicoria o rosa canina che contiene vitaminaC ,evitate caffè, thè,sostituitele con bevande all'orzo. No alle bevande gasate vere bombe caloriche, piene di zuccheri e coloranti.
 
14. Per quanto riguarda la pasta cercate di mangiarla al dente ,questo porterà vantaggio al vostro indice glicemico(vedi indice glicemico) di conseguenza alla vostra linea,.tostate il pane che asciuga il lievito,e scartate la mollica eviterete spiacevoli gonfiori,preferite quello al kamut,farro, segale .avena ,cereali ,molto più ricchi di minerali.
 
15. L'ultimo consiglio è quello di seguirli, se riuscirete a metterli in pratica,saranno l'inizio del vostro percorso per una vita più sana ed equilibrata.

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Che acqua bevi?

Analizzando una quantità notevole di acque minerali in bottiglia e emerso. che in tutte le acque vi è la presenza di numerose tracce di sostanze tossiche, come arsenico, uranio, bario, mercurio, alluminio, berillio e fluoro.
I metalli pesanti sono introdotti nei sistemi acquatici come conseguenza dell'erosione di terreni e roccie, dalle eruzioni vulcaniche, e da diverse attività umane che coinvolgono estrazione mineraria, trattamento, o uso di metalli e/o sostanze che contengono metalli inquinanti. Gli inquinanti più comuni formati da metalli pesanti sono arsenico, cadmio, cromo, rame, nichel, piombo alluminio e mercurio. Visto che l essere umano è composto al 70% d acqua e importantissimo introdurre acqua non contaminata da metalli pesanti,visto che è accertato che questi causano molteplici patologie anche gravi.
L’arsenico nelle acque italiane è stato un tema molto sentito a causa anche degli sforamenti dei limiti in molte città italiane. L’Unione Europea ha imposto un limite di 10 microgrammi per litro (valido sia per le acque minerali che per quelle destinate al consumo umano) sotto il quale le acque minerali possono considerarsi sicure sia per adulti che per neonati.L’arsenico è classificato dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro come elemento cancerogeno certo di classe 1, e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche, e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute.L’assunzione cronica di arsenico, soprattutto attraverso acque minerali contaminate, è indicata, da una rilevante documentazione scientifica, anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche, diabete, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.
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